miss subways moda anni 40

Miss Subways: le ragazze di New York

Miss Subways è un concorso di bellezza a cui partecipavano tutte le ragazze newyorchesi che negli anni 40 desideravano vedere il loro sorriso sfrecciare sui vagoni della metropolitana. Non dovevano pubblicizzare nessun prodotto, ma soltanto la bellezza in sé. Si trattava di un escamotage dei pubblicitari per far alzare la testa ai viaggiatori e così notare anche le pubblicità presenti sui treni. Ho scoperto questo delizioso concorso di bellezza leggendo il romanzo “Le ragazze di New York” di Susie Orman Schnall (Feltrinelli), dove una delle protagoniste partecipa  a Miss Subways per diventare indipendente e inseguire i suoi sogni. Questa è l’occasione di parlare ancora di libri e moda, infatti la moda anni 40 è il preludio di quelli che penso siano stati gli anni più felici per la creatività nel settore: gli anni 50, 60 e 70. Praticità e frugalità, insieme ai pantaloni e alle giacche, entrano negli armadi delle signore a cavallo tra la seconda guerra mondiale e l’immediato dopo guerra.

Shunk Kender mostra Lugano

Mostra Shunk – Kender a Lugano, tra meta arte e fotografia

Shunk – Kender a Lugano: la mostra retrospettiva sui due fotografi aprirà le porte al pubblico dal 1 marzo fino al 14 giugno 2020 a Palazzo Reali, la sede storica del Masi Lugano. Ho visitato la mostra e sono rimasta affascinata dallo sguardo di due artisti che catturano in un’immagine lo spirito del lavoro di un altro artista, mentre l’opera d’arte prende forma. Harry Shunk e Jànos Kender sono rispettivamente un fotografo tedesco e un fotografo ungherese che si sono incontrati a Parigi sul finire degli anni 50 e che su richiesta di alcuni galleristi iniziano a fotografare esposizioni e performance, prima a Parigi e poi a New York. Molto vicini al movimento artistico del Nouveaux Réalistes (nuovi approcci percettivi al reale), non colgono soltanto il dietro le quinte della creazione di un’opera d’arte, ma nel caso delle performance con le loro fotografie rendono eterno l’istante artistico, documentando lo svolgersi dell’esecuzione.

Jacky e Lee il libro

Jacky e Lee, il libro: un tuffo nel glamour dell’alta società americana

Un libro che rivela complicità e invidie del rapporto tra le sorelle più famose del secolo scorso, ovvero Jacqueline Kennedy Onassis e Lee Radziwill, nate Bouviers. “Jacky e Lee. Una vita splendida e tragica” di Sam Kashner e Nancy Schoenberger, edito in italiano da Mondadori, è il favoloso racconto della relazione familiare e dell’amicizia, spesso tormentata, tra la first lady più famosa d’America e la sorella minore, Caroline detta Lee. Ho trovato questo delizioso volume sotto l’albero di Natale e l’ho letto in pochi giorni, costringendomi alla sera a spegnere la luce per mettermi a dormire.

ritardatari

Ritardatari e ritardo, istruzioni per l’uso

Questo post occupa i miei momenti di scrittura immaginaria (quando mi viene l’idea per un articolo ecc.., non posso scrivere e metto in fila le frasi nella mente) da tanto tempo. Come sanno tutti i miei amici e tutte le maestre del mio primo figlio che va all’asilo, la puntualità non è il mio forte.  Una volta ho fatto aspettare un amico a un casello dell’autostrada per un’ora. Non mi ha lasciato a piedi e siamo ancora amici.

Negli anni sono decisamente migliorata, agli appuntamenti di lavoro arrivo in orario, con qualche difficoltà al mattino presto, sono puntuale nelle consegne. Ma il day by day è un’altra cosa. L’ironia della sorte che mi ha mandato a vivere nella patria degli orologi e della puntualità è davvero singolare, ma se la puntualità è il mio punto debole, l’ironia è il mio punto forte. Quindi ecco a voi una breve filippica semi-seria in difesa dei ritardatari. Perché sì, insomma, i ritardatari sono l’unica categoria non protetta (perdonatemi questa generalizzazione finalizzata alla tesi che sostengo in queste poche righe tra il serio e il faceto) e  sono universalmente mal visti da tutti.

Pianura - foto Fabrizio Tassi

Una dichiarazione d’amore appassionato e incondizionato

Ho aspettato qualche settimana per scrivere questo post. Se l’avessi scritto nei primissimi giorni della mia permanenza qui a Lugano avrebbe colato miele, lacrime e nostalgia da ogni riga. Ora, che un pochino di tempo mi ha aiutato a mettere a fuoco la malinconia, posso scrivere una vera dichiarazione d’amore, appassionato e incondizionato, per la pianura. Quando ho scoperto che avrei dovuto trasferirmi in Svizzera per il lavoro di mio marito ero certa che mi sarebbero mancati i miei amici, la mia famiglia e la mia città. Mai avrei pensato di svegliarmi tutte le mattine desiderando che le prealpi si appiattissero, per trasformarsi in campi di granoturco e risaie.

pioggia

Tre cose carine per sopravvivere a una giornata di pioggia

Il grigio, l’umido e la nebbia si addicono alla città. La rendono realmente se stessa. Sul lago, in mezzo alle montagne, una giornata di pioggia è decisamente meno simpatica e oggi mi sono ritrovata ad affrontare un vero acquazzone (che è durato tutto il giorno…), qui a Lugano. In mezzo alle incombenze giornaliere, tre cose carine mi hanno rischiarato la giornata. Piccole coccole per colorare il grigio della pioggia.